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13 Gennaio 2007  |  vai all'archivio

A lezione di stili stupefacenti

Medici dei Sert, operatori di consultori, educatori di strada a scuola di "Culture e stili di vita stupefacenti", dove "stupefacenti" richiama naturalmente le droghe. Ma la particolarità è che stavolta la scuola si farà "dal vivo", e sarà a base di tanta musica, video e spezzoni di film. Perché una cosa è dire che il mondo giovanile segue modelli culturali differenti, che una certa musica si sposa bene con l'utilizzo di certe droghe ricreazionali... e una cosa è ascoltare quella musica e vedere i video che trasmettono determinati modelli comportamentali.

L'idea di un corso regionale così strutturato, valido per l'educazione continua in medicina (Ecm), è del Centro Don Milani di Mestre, che l'ha messo in cantiere a partire dal prossimo 16 gennaio, per un totale di quattro incontri fino al 26 febbraio, presso la sede di viale S. Marco 172 a Mestre. I primi due seminari tratteranno di "Musichestupefacenti", con Roberto Pagliara (ricercatore e formatore nell'ambito delle culture giovanili) e Roberto De Mauro (fonico ed esperto musicale); i due successivi di "Immaginistupefacenti e Tossico-manie", con Michele Marangi (docente di Cinema e interculturalità presso il Master di Formazione interculturale dell'Università Cattolica di Milano).

Un percorso musicale e visivo guidato. «Nei nostri convegni, di solito, si parla della musica, del cinema... Spesso però si fa riferimento a film, video, campagne pubblicitarie che molti di noi non conoscono. La novità è che in questa serie di incontri ci saranno sì parole, si descriverà il contesto in cui si usa una certa musica associata a certe droghe, ma sarà prima di tutto un percorso musicale e visivo guidato», spiega Roberto Vezzà, responsabile del settore Promozione, Salute e Benessere del Centro Don Milani.

Roberto Pagliara compirà un percorso storico-musicale su sostanze, culture e stili di vita a partire dal 1800 ai nostri giorni, «che mira ad aiutare chi opera a contatto con adolescenti e giovani a spostare l'attenzione verso gli aspetti culturali del fenomeno "droga"», spiega Vezzà. Attraverso la storia si può scoprire infatti che quanto oggi si verifica in ambito giovanile, ma non solo, è il frutto di un meccanismo che ha radici nella cultura dell'uomo, in particolare in quella ottocentesca e poi, via via, in quella novecentesca, la quale ha generato il consumismo odierno. Il filo conduttore sarà la musica che da inizi Novecento ha sempre mantenuto uno stretto legame con le droghe (sebbene non sia l'unica espressione artistica ad averlo fatto, ma certamente quella più accessibile e diffusa).

«Inevitabili i riferimenti - continua Vezzà - all'avvento di certa letteratura negli anni '50 e di certi farmaci divenuti poi droghe ricreative. Vedremo come la contestazione giovanile degli anni '60 ha usato le droghe come arma di contrapposizione al mondo adulto, all'establishement, fino poi a ripiegarsi con l'arrivo dell'eroina negli anni '70. Le rivoluzioni musicali si sono sempre portate dietro l'uso e l'abuso di certe sostanze, delle quali si parlerà senza farne trattati di ordine medico-scientifico».

I fenomeni recenti impongono un cambio di approccio. Una particolare attenzione, infine, verrà posta sui fenomeni più recenti, ovvero sul mondo dei rave tecno e dei party goa. «In queste feste - spiega Vezzà - si consumano ormai una serie di combinazione di sostanze che ci trovano impreparati. Questi nuovi fenomeni complessi richiedono una ridefinizione totale degli interventi sia di prevenzione che di riduzione del danno, quindi un grosso sforzo per uscire dalla gabbia del pregiudizio e delle certezze».

Uno sguardo allargato sul mondo del consumo. Negli altri due seminari Michele Marangi proporrà due livelli complementari di intervento: «La ricognizione delle principali tipologie di rappresentazione, visiva e simbolica, della tossicodipendenza nei linguaggi audiovisivi, dal cinema agli spot pubblicitari, dai videoclip ai programmi televisivi e la riflessione sul concetto di consumo, inteso sia in senso fisico sia in senso mediatico e culturale, sul piano degli stili di vita e dei modelli di apprendimento», anticipa Roberto Vezzà.

Attraverso la visione diretta di sequenze di film e frammenti di audiovisivi si rifletterà sull'evoluzione della figura del tossicodipendente e delle sostanze nel corso dei decenni, ponendo particolare attenzione al rapporto tra ciò che le immagini mostrano e lo stile con cui lo fanno. Sulla base di questa prima parte, si rifletterà poi sulla molteplicità di riferimenti e di contaminazioni che la figura del consumatore e gli "altered states of mind" scatenano anche in contesti comunicativi apparentemente più quotidiani e "normali", dal grande al piccolo schermo, con una particolare attenzioni ai modelli proposti agli spettatori più giovani, dall'adolescenza all'infanzia. Per scoprire come, magari, in cartoni animati come Madagascar si strizzi l'occhio al mondo dei rave party.

L'accoglienza, dicono gli organizzatori, è stata entusiastica: non ci è voluto molto a riempire i 100 posti disponibili. Medici e operatori (ma anche insegnanti, educatori e chiunque ha a che fare con il mondo giovanile) non se ne andranno a mani vuote: porteranno a casa filmati e cd musicali. Per ripassare a casa la lezione.


Paolo Fusco                                  

Tratto da Gente Veneta , no.2 del 2007

Anche il cartone Madagascar...
Mix di musica e droghe


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